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giovedì 16 gennaio 2014

Crisi Bombardier

Aumenta la tensione in Bombardier, il Gruppo ha illustrato la nuova struttura organizzativa europea della multinazionale, che vede lo stabilimento di Vado Ligure ulteriormente penalizzato.
Infatti Vado sarà inserito nella macro regione West Europe, perdendo la possibilità di esportare nei mercati emergenti di Turchia, Polonia e Israele (inseriti nella Central Europe) e subendo la ingombrante convivenza con due nazioni colosso come la Francia e la GranBretagna, dove è nei
fatti impossibile che si riesca a vendere dei prodotti ferroviari made in Italy. Inoltre a Vado non è stato riconosciuto il ruolo centrale svolto nella progettazione del nuovo treno AV Zefiro Etr 1000 prodotto attualmente a Pistoia dalla Ansaldo Breda ma in consorzio con la Bombardier. Lo Zefiro,
come progetto risponderà alla macro regione Central Europe che comprende la Germania, che per l'importanza di questo prodotto, ha accentrato su di se la responsabilità del progetto in vista dei futuri sviluppi delle nuove commesse.
Queste novità peggiorano ulteriormente le prospettive del sito Vadese che perde la possibilità di produrre per Polonia, Turchia e Israele prodotti per cargo e Allta Velocità, mentre per il mercato Italiano la Bombardier non intende investire nella produzione dei treni regionali a potenza distribuita, dove è necessario un investimento di 10 mln di euro per omologare il treno e
predisporre la produzione, entrando così nel solo settore di mercato che ha una solida prospettiva.
Dieci milioni di investimento non sono certo una cifra insostenibile se si guardano i bilanci della Bombardier Italia che dal 2000 ad oggi presentano un saldo positivo dell’utile al netto delle tasse di 303 milioni di euro!
Non è un caso che con queste scelte, lo stabilimento Vadese sia in crisi. Anche la commessa di 29 locomotori E464, acquisita a novembre e recentemente sbandierata dall'amministratore delegato, purtroppo, non è sufficiente a impiegare la forza lavoro, nemmeno per il solo 2014 e la E464 non
da nessuna prospettiva per il 2015. Mentre la commessa per il rifacimento delle vecchie carrozze passeggeri di Trenitalia è in perdita, tanto che Bombardier non ha partecipato alla nuova gara bandita a novembre. Non a caso Bombardier non è in grado ad escludere, per i prossimi due anni,
licenziamenti a Vado Ligure, come è stato chiesto esplicitamente dal sindacato. E’ proprio sul tema occupazione che l’amministratore delegato ing. Corradi non dice niente, non risponde, non da garanzie, mentre dichiara alla stampa che anche quest’anno il bilancio si chiuderà con un “positivo a due cifre”.
Dopo lo sciopero di otto ore del 10 dicembre che ha visto la partecipazione massiccia delle maestranze, la RSU è in attesa della convocazione del Ministero dello sviluppo economico, ma se non si avranno risposte in tempi brevi riprenderanno le azioni di lotta ad iniziare da uno sciopero articolato di otto ore.



Il Segretario Uilm Provinciale di Savona , Giovanni Mazziotta dichiara < La strategia del gruppo Bombardier per noi è molto chiara, non volendo investire su concrete strategie sul sito vadese ma affrontando i problemi citati adoperando gli ammortizzatori sociali come la cigs per crisi con scadenza settembre 2014 , riteniamo che questo percorso ci porterà agli esuberi.>

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